Economia circolare e riuso architettonico del patrimonio in contesti fragili: un’ipotesi di ricerca

autore: marco bovati

TOPICS: RIUSO

Autori: Marco Bovati, Alisia Tognon (DAStU, Polimi)

Principali argomentazioni
Il presente abstract intende proporre una riflessione sul concetto di economia circolare e sulla sua possibile applicazione nei progetti di rigenerazione dei patrimoni architettonici e dei paesaggi culturali in condizioni di fragilità e di abbandono.
Il patrimonio abbandonato e sottoutilizzato è un costo sociale, ma costituisce al contempo una risorsa complessa per il territorio e la collettività, sia per il valore che ha in sé, sia per quello che può produrre dal punto di vista culturale, economico, sociale e ambientale. Ciò può avvenire attraverso logiche di sviluppo sostenibile, che puntino a ripristinare e salvaguardare i valori storici e culturali, utilizzando strumenti di valutazione dei costi e dei benefici nelle opzioni di conservazione e rigenerazione, rinnovati alla luce dei principi dell’economia circolare.
L’integrazione di tali principi non può avvenire senza una profonda messa in discussione del concetto di riciclo, funzionale e complice dei meccanismi dell’obsolescenza programmata (Latouche, 2012), che riporti invece al centro del dibattito il tema del progetto per il riuso.

Metodologia
Nei casi di rigenerazione architettonica e urbana e di intervento sul patrimonio in contesti territoriali fragili si pone la questione della definizione di metodologie di valutazione integrata in grado di coinvolgere le conoscenze a diversi livelli e di delineare criteri per la costruzione di approcci strategici. In termini progettuali, la ricerca assume il concetto di riuso secondo l’ottica del “Cradle to Cradle” (McDonough, Braungart 2003). Questa prevede l’eliminazione del rifiuto, come concetto e come fatto materiale, attraverso un progetto per il riuso che sappia definire nuovi cicli di vita, evitando i tatticismi del riciclo, del down-cycle e dell’economia lineare. Ciò può essere fatto attraverso il lavoro su tre obiettivi specifici: la definizione di usi intensivi durante la “vita delle cose”; l’individuazione di un principio resiliente che consenta una diversificazione programmatica negli usi; la formulazione di un progetto che consenta altri orizzonti di senso, attraverso la costruzione di ipotesi per altri usi possibili, successivi al primo.

Esiti attesi
Assumendo il concetto di economia circolare (Ellen MacArthur Foundation) come un’economia in grado di rigenerarsi da sola, gli esiti mirano a definire una strategia per riutilizzare/riusare i prodotti (materiali, manufatti architettonici e parti di città) evitando gli alti costi energetici dei processi di riciclo. Il fine è, quindi, la messa a punto di strumenti metodologici in grado di: esplicitare le complessità del paesaggio, precisare in maniera trasparente ed efficace le priorità di azione, indicare le modalità di intervento più coerenti rispetto agli obiettivi iniziali. Ciò sarà esplicitato anche attraverso l’analisi comparativa di casi studio taliani ed internazionali.

Parole chiave: progetto di riuso, economia circolare, territori fragili

Edifici in stato di abbandono in provincia di Lecco, 2018 (Ph. Alisia Tognon)
Fabbrica abbandonata in provincia di Bergamo, 2013 (Ph. Alisia Tognon)