Le addizioni volumetriche e la trasformazione degli edifici esistenti: “Domani”, il primo prototipo italiano

autore: elena.cattani

TOPICS: SOCIAL HOUSING

Progettare architettura riguarda ormai principalmente la rigenerazione architettonica, energetica, strutturale, sociale, dell’esistente. Le città, meta di migrazione e in tumultuosa crescita, devono essere ripensate, per rispondere all’aumento della popolazione e alle modificazioni dei sistemi di vita. Possiamo pensare, quindi, di densificare la città per ridurre le distanze, recuperare gli spazi inutilizzati, ripensare i paesaggi urbani, ridurre l’impatto energetico nell’ambiente.
Nonostante il patrimonio edilizio esistente sia tutt’ora il responsabile dei dueterzi dell’energia globale consumata, un piano efficace di riqualificazione tarda ad arrivare: ad oggi, solo l’1% degli edifici in Europa viene rinnovato, ogni anno. Abbiamo dunque pensato ad una ri-progettazione - che sempre più si sta affermando a livello Europeo – degli edifici esistenti, che ne permetta la trasformazione attraverso la creazione di volume aggiuntivo. Ciò significa, considerare gli edifici esistenti come prodotti che possono essere adattati, ricostruiti e decostruiti per estenderne il ciclo di vita; si tratta di una semplice politica di densificazione, volta a contrastare quell'espansione urbana che è stata per decenni incontrollata, perché è giunto il momento che le nostre città inizino ad adattarsi ai mutamenti della società anziché espandersi. La possibilità di intervenire nella città esistente con l’addizione di porzioni incrementali, oggi definite addizioni volumetriche apre nuovi scenari dove architettura ed economia si incontrano: costruzioni leggere, modulari, smontabili, trasportabili, flessibili, che si ridisegnano il paesaggio urbano, instaurando una sinergia virtuosa tra il vecchio (edificio esistente) e il nuovo (componente aggiuntivo), in termini funzionali, architettonici ma soprattutto economici.
Domani è il nome del primo prototipo di addizione volumetrica prodotto in Italia, pensata per essere aggiunta agli edifici esistenti, in copertura, in facciata, a lato e persino a piano terra. Domani può essere una residenza, ma può ricoprire infinite funzioni, è trasformabile, flessibile e adattabile.
Domani è pensato a moduli di 1,80 x 4,50 ml ad altezza ridotta di 2,40 ml per incrementare la densità della città (ogni dieci piani ne ricavo uno in più), costruiti interamente in fabbrica, portati in cantiere con autocarri, sollevati in quota con gru e assemblati tra loro con collegamenti magnetici. La modularità consente diverse variazioni di forma e di taglia (S, M, L, XL), che possono adattarsi a luoghi e rispondere a necessità differenti. Domani non è un progetto ma è una strategia, non è il punto di arrivo ma il punto di partenza, vuole essere un suggerimento per chiunque guardi al futuro. Saper leggere e anticipare il dialogo tra la società e il costruito, nel campo dell’architettura, è il primo passo verso l’innovazione, e allora ben venga domani, per pensare a una nuova stagione dell’architettura semplice, densa e circolare. E’ bello dire, a domani.

Parole chiave: ADDIZIONI VOLUMETRICHE, RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA, PROTOTIPO ABITATIVO