Le periferie prima delle periferie. Il caso dei Corpi Santi lombardi, tra narrazioni geostoriche e risignificazione urbana

autore: Ferlinghetti Renato

TOPICS: LAW FOR ARCHITECTURE, BORDER

Il XX è stato il secolo delle trasformazioni urbane. La città nucleare ha lasciato il posto a quella estesa, alla città rete, polinucleare e reticolare. Un’ articolata e ricchissima nomenclatura è stata proposta per definire le inedite figure urbane City region, mega-city, mega-city region, polycentric metropolis HALL, PAIN, 2006; città infinita BONOMI, ABRUZZESE 2002; planetary urbanization Brenner, 2014; post-metropolis, regional urbanization SOJA 2000, 2015. Nel contempo si è tentato di caratterizzare gli irrequieti ambiti di frangia oggetto, spesso, di crescite esplosive sia dal punto di vista demografico che dell’estensione spaziale.
Il profondo stravolgimento ha imposto nuovi sguardi e chiavi di lettura alla ‘narrazione’ urbana, focalizzate sulle tensioni sociali, sulle brutture architettoniche, sul degrado ambientale che hanno velocemente rimosso la consapevolezza sulle qualità degli antichi assetti. Il suburbio, divenuto periferia ha assunto tutti gli aspetti negativi che il nuovo e recente vocabolo ha coagulato intorno a sé a partire dal consolidarsi delle periferie vittoriane. Le metafore utilizzate dagli urbanisti e dagli architetti per definire le periferie moderne si connotano per il loro significato negativo, tanto che la periferia si è andata definendo per negazione, come luogo dell’assenza (di storia, di regole, di significato, di qualità, di identità), o come contesto della perdita dove la città smarrisce limiti, forma, e coerenza dei propri tessuti (DI BIASI, 2006). Eppure la lettura geostorica ci restituisce una visione ben diversa. I sobborghi trasudano positività e magnificenza: sono i luoghi delle primizie e dell’eccellenze agricole, trapuntati da ville, palazzi nobiliari e da edifici (conventi, oratori, santuari) relativi al paesaggio del sacro. Nei sobborghi si attua l’innovazione, sia in campo agrario che manifatturiero, si sperimentano nuove forme di gestione territoriale, si attuano grandiosi bonifiche agrarie. Fino al XIX secolo la visione del suburbio quale luogo ameno dalla marcata e specifica trama paesaggistica è costantemente sottolineata sia nei contesti italiani che europei.
Ritornando ai nostri ambiti nelle città medio piccole italiane, molti degli aspetti paesaggistici e identitari sono ancora leggibile e potenzialmente costituiscono una risorsa primaria a cui agganciare gli attuali processi di rigenerazione e risignificazione urbana. Il contributo si pone l’obbiettivo, dopo una breve richiamo ai metodi e agli scopi della lettura geostorica, di evidenziare le caratteristiche tradizionali dei sobborghi dei principali centri lombardi e di illustrare il ruolo assunto dalle loro invarianti strutturali in alcuni processi di governo del territorio, con particolare attenzione alla città di Bergamo. Interventi promotori di scelte construents (PAGANI, 2002) capaci di far positivamente interagire vetera et nova, generando esiti a qualità diffusa, riconosciuti anche a livello internazionale.

Parole chiave: Periferie, Risignificazione, Cultura dei luoghi

Fonte: elaborazione cartografica Centro studi sul territorio "Lelio Pagani"