RISTABILIRE UN LEGAME FORTE TRA LA PRODUZIONE DI CIBO E LA CITTA’

autore: mariolaperetti

TOPICS: REUSE

La produzione di cibo è stata una funzione primaria nella storia del territorio, della sua identità paesistica e del suo equilibrio ecologico incentrato sul rapporto di scambio tra le entità confinanti e interdipendenti di città e campagna: i nuclei urbani sono stati per secoli nutriti dall’attività agricola della campagna che li circondava.
Negli ultimi decenni questo legame s’è spezzato: la città contemporanea si nutre con alimenti trasportati da paesaggi distanti con conseguenze che, combinate con l’erosione del suolo agricolo, sono insostenibili dal punto di vista ecologico.
Ricostituire il legame geografico tra consumo e produzione di cibo è oggi un obiettivo centrale della pianificazione non solo di scala territoriale, ma anche urbana.
Per conseguire questo obiettivo si individua la convergenza sinergica di due linee principali:
1) La diffusione di tecnologie agricole avanzate indoor che consentono:
- Lo sviluppo delle piante senza terra, con uso controllato di acqua e di nutrienti;
- Eliminazione dei rischi legati al del clima e alle malattie con moltiplicazione della produttività;
- Eliminazione dei costi di trasporto e dell’inquinamento collegato ;
- Azzeramento dei pesticidi e dei fertilizzanti inquinanti e minimizzazione del consumo di acqua:
- Riciclaggio totale degli scarti e utilizzo esclusivo energie pulite e rinnovabili per l’alimentazione degli impianti.
2) Il ripristino della funzione agricola ‘pregiata’ , riferita a produzioni territoriali specifiche come struttura portante del paesaggio. Agricoltura per mantenere la varietà e le tradizioni dei territori, dei prodotti tipici, dei sapori non riproducibili. Lontana da un modello intensivo e desertificante, legata invece al recupero dei paesaggi e delle loro differenze.
In una visione di sistema potremmo pensare di attribuire al suolo agricolo fertile di cui ancora disponiamo il ruolo di generatore di prodotti di qualità dal punto di vista alimentare e del paesaggio: le coltivazioni indoor e senza suolo (alternativa ecologica alla coltivazione intensiva) potrebbero invece essere insediate in punti strategici della città, per recuperare spazi dismessi e in disuso, riqualificando i contesti sociali e di vicinato e generando nuovo senso per le comunità che abitano i quartieri.
Risultati attesi
L’agricoltura senza suolo è una nuova «funzione» urbana adattabile che ha la possibilità di essere localizzata in contenitori privi di particolari qualità. Perfino sottoterra, perfino completamente ciechi.
Pensata come funzione urbana è interessante rispetto al fenomeno ricorrente delle dismissioni difficilmente recuperabili con le logiche del mercato espansivo: apre orizzonti di rigenerazione dell’esistente nella logica di ridurre al minimo le trasformazioni fisiche, ma intervenendo con nuove attrezzature impiantistiche adeguate allo scopo di produrre cibo fresco e altamente controllato.

Parole chiave: agricoltura_urbana, nuove_funzioni_urbane, rigenerazione_urbana