Complesso di Sant’Agostino a Montalcino (Siena)

autore: Edoardo Milesi

TOPICS: RIUSO, ECOSISTEMI URBANI E MOBILITÀA

Con la presente propongo quale contributo alla call for paper CIAM 2019 un caso studio che ritengo aderente ai presupposti promossi dal comitato scientifico allo scopo di attivare un dibattito anche trasversale su riuso, economia circolare, spazi pubblici, rigenerazione urbana. Con questo progetto iniziato nel 2013 e il cui processo è ancora in corso, stiamo partecipando a tavoli UNESCO sul riuso dei luoghi di culto e su piattaforme condivise di sistemi culturali urbani e mobilità nelle città storiche (Firenze e Siena). Il contributo del caso studio, selezionato e pubblicato nell’ultima edizione del premio internazionale Dedalo Minosse, può rivelarsi utile nel dibattito sul tema legge per l’architettura e in generale su città e energia.
Il recupero del complesso duecentesco di Sant’Agostino a Montalcino, monumento nazionale e vincolato ai sensi delle Leggi 1089/1939, è il risultato di un iter realizzativo condiviso tra il progettista e le Soprintendenze interessate: Soprintendenza ai Monumenti di Siena e Grosseto, Soprintendenza archeologica di Firenze, Soprintendenza ai beni artistici di Siena e Soprintendenza generale di Roma - che hanno collaborato come consulenti specialisti mediante continui e puntuali contributi, e che ha visto dal 2013 investimenti regionali, comunali e privati superiori ai tre milioni di euro, al fine di restituire alla città un luogo che potesse diventare uno spazio di condivisione culturale attiva. Un recupero dunque funzionale al riuso al fine di ridefinire l’identità dell’edificio: il metodo è stato quello della stratificazione “astilistica” in equilibrio tra tradizione e innovazione, dove sono compresenti attività museali e culturali e quelle imprenditoriali, formative e divulgative.
Il percorso urbano costituito dai due chiostri trecenteschi e da una nuova piazza prima interclusa, nel complesso di Sant’Agostino, ospita il museo archeologico etrusco, il museo diocesano della provincia di Siena, il laboratorio di restauro degli affreschi di Bortolo di Fredi - chiesa di Sant'Agostino, la sede del Consorzio del Brunello e una scuola residenziale di architettura, un incubatore culturale per seminari didattici internazionali su vari temi. Questo, gestito dalla Scuola Permanente dell’Abitare, associazione culturale no profit emanazione dello studio di architettura Archos, e catalizzatore d’idee che vive del confronto con discipline e saperi differenti; è uno spazio collettivo denominato Officina CReativa dell’Abitare nel quale si coltivano talenti attraverso l’ibridazione e la contaminazione culturale. Teatro, architettura, arte, design, archeologia, cucina, danza, fotografia...campi di indagine attraverso i quali OCRA diventa un presidio per lo sviluppo e la cura di processi di crescita e rigenerazione, stabilendo connessioni e scintille di sviluppo culturale. L’obiettivo è creare un percorso che conduca all’architettura attraverso la cultura umanistica e che prediliga la tecnica, arte del costruire, non la tecnologia.

Parole chiave: stratificazione, ibridazione, contaminazione