Dal territorio disegnato al disegno di territorio sottotitolo _ governare nell’incertezza

autore: alessandro.oliveri@labter.it

TOPICS: LEGGE PER L'ARCHITETTURA

sezione tematica di riferimento | trasformazione dei paesaggi

Una parte significativa dei fatti e dei paesaggi che connotano il territorio (nelle sue forme e nelle sue manifestazioni) è altro e diverso rispetto all’esito prefigurato da un sistema di pianificazione e programmazione spesso tecnicamente inefficace nel volere progettare il futuro. Il ‘territorio disegnato’ proposto dai piani svolge un ruolo rassicurante, intercetta l’ancestrale bisogno di leggere il futuro e poterlo anticipare interpretando le ombre proiet-tate come nella caverna di Platone. Il ‘territorio disegnato’ è, per certi versi, l’illusione del-la possibilità di elusione dell’ignoto, del non conosciuto. Ma la complessità della storia e della società introduce continuamente l’ignoto e l’inaspettato: nei rapporti tra le rappre-sentanze sociali e politiche, così come nelle dinamiche del sistema economico, e analo-gamente nelle istanze sociali. I soggetti istituzionali, gli attori sociali e gli investitori sulle reti lunghe introducono nuove progettualità con velocità e tempi che il ‘territorio disegna-to’ dei piani non è in grado di ricomprendere.
Nell’ambito della pianificazione territoriale, di fronte alla impotenza di una prefigurazione statica, si è superata l’impasse introducendo progressivi strumenti derogatori e negoziali che, da un lato, hanno reso più agevoli i procedimenti di variazione del ‘territorio disegna-to’ dai piani, dall’altro hanno sancito una pari dignità tra i ‘disegni istituzionali’ (piani e programmi pubblici) e la progettualità espressa dagli attori sociali non istituzionali.
Il nuovo e fluido equilibrio tra government e governance impatta sui rapporti tra gli attori sociali così come impatta sulla forma del piano; il PTCP si confronta con questa situazio-ne e cerca nuove modalità per ‘disegnare’ il territorio.
In questa direzione, il piano può articolare i propri contenuti su due fronti.
Il primo conferma il ‘territorio disegnato’, ma in una diversa accezione. Il ‘territorio dise-gnato’, dal tratto preciso, definito, è:
la presa d’atto, oltre che della fattualità delle forme fisiche, anche delle regole e delle statuizioni definite dal quadro normativo e pianificatorio deliberato, concorrente e so-vraordinato (i vincoli e le tutele); cioè, quanto esula dal ‘progetto di piano’ come suo spa-zio di azione diretto
l’esito della individuazione degli oggetti, degli spazi e delle regole che il quadro normativo richiede essere necessariamente a codice binario (dentro/fuori)
Il secondo fronte di piano definisce un ‘disegno di territorio’, nell’accezione più progettua-le di design: è quindi la parte di piano più direttamente funzionale a indirizzare e suppor-tare la progressività delle scelte di trasformazione territoriale che si compiono entro un’arena decisionale composita e fluida, con elevati contenuti di

Parole chiave: disegno, scenari territoriali, normativa