Invenzioni e riscritture. La metamorfosi dei frammenti di Casa Corio a Milano (contributo di Gianluca Sortino con Paola Condoleo e Antonella Manzo)

autore: gianluca.sortino

TOPICS: RIUSO

Assai spesso l’architettura si nutre delle rovine e dei lasciti del passato per costruire nuove opere. Il fascino e la fecondità dei frammenti - anche se esigui e fortemente mutilati come quelli oggetto del presente studio - risiedono tanto nella capacità di evocare l’intero di cui erano parte, quanto nell’incitare a nuove scritture e compimenti possibili, a conferma dell’eterno stratificarsi dell’architettura su se stessa. È “l’invincibile necessità” e la “perentoria eloquenza dell’incompiuto” che descrive Salvatore Settis (Futuro del “classico”, 2004) ricordando le parole di Paul Valéry sul germe contenuto in ogni frammento, “qualcosa che vale più di un significato, la spinta ossessiva ad essere completato”.
Il contributo che proponiamo raccoglie gli esiti delle indagini conoscitive e delle ipotesi progettuali svolte dagli studenti del Laboratorio di Progettazione architettonica 2, alla Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano.
L’indagine si è rivolta al caso dei resti di un edificio rinascimentale appartenuto alla famiglia Corio, ospitati all’interno del giardino “Calderini” di via Sant’Agnese a Milano.
I rilievi fotografici, geometrici, delle materie e dei degradi hanno evidenziato le fasi costruttive e le differenti configurazioni che l’edificio ha assunto nel tempo, anche - ma non solo - in conseguenza dei bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale.
Le proposte di progetto hanno preso avvio dal riconoscimento degli aspetti compositivi, tipologici e formali dell’edificio originario, rivelati dai frammenti e intesi come indizi in grado di suggerire appropriate metamorfosi e riscritture che trasformassero in positivo gli effetti delle distruzioni, restituendo alle rovine rinnovati equilibri, pienezza di forma e ritorno all’uso.
Al di là degli esiti progettuali, interessava la messa a punto di un procedimento logico di lavoro, che non confidasse in presunte genialità creative o in atteggiamenti volti ad affermare una contemporaneità fine a se stessa. Piuttosto, si sono voluti condividere con il frammento certi principi e regole, misure proporzioni allineamenti e geometrie, sui quali fondare l’addizione di piccoli spazi espositivi da insediare nel giardino. Anche quando le soluzioni proposte muovevano in direzione alternativa o dissonante rispetto agli assetti originari.
Allo studio attento dello stato di fatto, si è poi aggiunto il ricorso a temi e idee costanti dell’architettura (avvolgere, incastonare, percorrere, ritmare soglie e limiti) riconosciuti attraverso l’indagine di alcuni edifici del passato e più recenti, ritenuti significativi per la relazione che le parti aggiunte inscenano con le preesistenti.
Soggiace a questo approccio, l’ipotesi che un progetto e, di più, l’idea che lo genera possano anche precedere l’incontro con un’occasione specifica; e che certe forme e certi temi ricorrano in luoghi e tempi diversi, con differenti declinazioni e necessari adattamenti.

Parole chiave: frammenti, rovine, metamorfosi