Porto di Mare Utopia Urbana

autore: dendron

TOPICS: SOCIAL HOUSING, CITY AND ENERGY, CIRCULARITY OF MATERIALS, REUSE, BORDER, URBAN ECOSYSTEMS AND MOBILITY

Questo brano di città, corrispondente a 364.000 m², costituisce un bordo sensibile con la campagna, esemplificativo, allo stato attuale, di molti bordi Urbani Milanesi. In tali contesti la pianificazione difficilemente trova “mezze” misure per l’insediamento umano, infatti il costruito spesso è separato dalla campagna da gravose muraglie e la sensazione percorrendo questi luoghi di confine è di trovarsi improvvisamente nel nulla, in un nulla periglioso ed inospitale.
Base fondante della nostra ricerca è stata l’identificazione del materiale che costituisce questo luogo, quel materiale formatosi spontaneamente in cui sono compresenti architetture, spazi urbani, genti, infrastrutture, spazi pubblici, servizi: ciò che nel PGT viene ricondotto ai sistemi infrastrutturale, ambientale e dei servizi.
Il tessuto periurbano compres(s)o fra le grandi infrastrutture del presente e il lascito di un progetto infrastrutturale, abbandonato, abbastanza tardi da compromettere la trasformazione di tutta l’area dove accanto alle storiche cascine, testimoni della trascorsa vocazione produttiva, in rari casi riscattate attraverso funzioni compatibili, più spesso lasciate all’abbandono e/o sfigurate dai nuovi occupanti, intorno ad esse lo spazio pubblico che si vorrebbe dilatarsi nel parco delle Abbazie si aggroviglia labirintico su se stesso intorno a una occupazione del suolo spontanea quanto brutale dove recinzioni più o meno effimere.

Intorno alla grande radura ipogea dove le piogge creano specchi d’acqua, si alternano materiali e usi disomogenei, come le genti che li percorrono: abitanti storici, migranti più o meno stanziali, operai, gitanti domenicali, atleti. L’area attualmente si compone di insediamenti rurali, Cascina Nocetum, un complesso di cascine attestantisi su via Fabio Massimo due delle quali versano in condizioni di degrado

CONNESSIONE CON IL SISTEMA DELL’EDIFICATO

Nel progetto é stato mantenuto l’edificato di rilevanza storica costituito dalle cascine che liberate dalle superfetazioni torneranno ad avere un rapporto diretto con l’area circostante. Il nuovo edificato é connotato volumetricamente da altezze di gronda variabili che non superano comunque quelle esistenti delle stecche di quartiere Mazzini prospicenti via Fabio Massimo, fanno eccezione i blocchi a pianta trapezoidale su via Marochetti che, in rapporto alla più ampia sezione del raccordo autostradale, ne bilanciano l’impatto visivo e acustico ponendosi come quinta scenica da un lato e come marchio visivo percepibile dalla percorrenza automobilistica dall’altro.
ACCESSIBILITA’
Obiettivi primari sono stati l’accessibilità pedonale e la valorizzazione del sistema dei parchi, il verde attrezzato dei parchi Cassinis e Vettabbia, nella cornice di paesaggio del parco agricolo e delle Abbazie.

Parole chiave: Masterplan Inquadramento generale, Sezioni e profili Urbani, Passeggiando per la piazza Fluida

Masterplan Porto Di Mare; Europan E12, Hearth Rythm La Rigenerazione Urbana e ambientale di una delle più significative periferie di Milano nasce dall'idea di uno spazio pubblico: la piazza fluida
Porto di Mare l'idea della mixitè per ridare slancio ad un area fortemente depressa. Il profilo di questo nuovo bordo urbano si integra col paesaggio secondo schemi di insediamento highdensity low rise; riproponendo le botteghe artigianali case in autocostruzione perchè il territorio possa realmente appartenere ai chi lo abita
immaginiamo un luogo festoso e dinamico dovbe l'arte l'inclusione e l'ibridazione siano i collanti, soprattutto la natura e il paesaggio sono veri protagonisti e non più riempitivi. La spina fluida verde e attrezzata sarà un luogo sempre raggiungibile per restare in silenzio, la grande radura vuota ci ispirerà alla meditazione alla calma